Diverticolo
del colon è per lo più un diverticolo acquisito ed è un’estroflessione
sacciforme della mucosa e della sottomucosa attraverso lo strato muscolare
circolare che circonda il viscere, all’ingresso delle arterie perforanti, tra la
tenia mesenterica e le tenie laterali.
In realtà
sono pseudodiverticoli perché solo raramente sono formati da tutti gli strati
della parete (solo se congeniti). Quelli acquisiti sono nel colon sinistro, meno
frequenti nel destro; quelli
congeniti possono essere ubiquitari e sono di dimensioni superiori al
centimetro.
In genere gli
pseudodiverticoli acquisiti sono multipli e interessano specie il sigma. Sono
frequenti negli anziani. In genere sono asintomatici.
Diverticoli
acquisiti possono essere veri o falsi;
veri o “da
trazione” sono quelli del III°
medio esofago;
falsi o “da
pulsione” sono quelli del faringe (diverticolo di Zenker) e del colon
sinistro.
Definizioni.
Diverticoli
veri = estroflessione dell’intera parete viscerale.
Diverticoli
falsi = estroflessione della mucosa e sottomucosa attraverso i fasci muscolari
che circondano il viscere.
Diverticoli
congeniti = sono veri e di dimensioni in genere superiori al
centimetro.
Diverticoli
acquisiti = possono essere veri (da trazione, esempio: III° medio
esofago);
ovvero
possono essere falsi (da pulsione, esempio: Zenker, colon
sx).
Diverticolosi
= presenza di diverticoli nel colon, singoli o multipli, sintomatici o
asintomatici.
Diverticolite
= reperto endoscopico (e isto-patologico) di infiammazione; non necessariamente
forma clinica di malattia.
Malattia
diverticolare = concetto clinico comprendente sia pazienti sintomatici che
pazienti asintomatici.
Indica gli
aspetti clinici di questa situazione anatomica; con termine diverticolosi si
indicano solo gli aspetti anatomici (presenza di uno o più
diverticoli).
Classificazione
clinica.
Asintomatica
= no sintomi.
Sintomatica =
a) non complicata b)
complicata.
Non
complicata = forma lieve.
Complicata =
a) moderata b)
severa.
Moderata =
coinvolgimento peridiverticolare circoscritto.
Severa = a)
microperforazioni con infiammazione sierosa b) ascesso pericolico c) peritonite diffusa d) fistola e) ostruzione f) sanguinamento.
Epidemiologia.
Infrequente
nei giovani, 1/3 nei cinquantenni, 2/3 negli ottantenni.
Diverticoli
sono nel sigma-discendente nel 90% dei casi.
Prevalenza
(n° di malati/n° abitanti) dei diverticoli è aumentata nei Paesi
Occidentali.
Incidenza (n°
di nuovi casi/100/anno) è dal 10 al 50% nei soggetti sopra i 50
anni.
Etiopatogenesi.
Parete del
colon = 4 strati: 1) mucosa 2)
sottomucosa 3) muscolare
propria 4)
sierosa.
La muscolare
propria è formata da 2 strati sovrapposti: uno esterno longitudinale (che nel
grosso intestino si esprime nelle tre tenie) ed uno interno circolare, composto
da fibre muscolari lisce. Attrverso di esse passano piccole arterie che creano
un “locus minoris resistentiae” dove mucosa e sottomucosa possono erniare
formando lo pseudodiverticolo, che resta ricoperto dalla sierosa
peritoneale.
La formazione
del diverticolo può essere dovuta a debolezza della parete per lassità del
tessuto muscolare ed elastico oppure a
prolungato aumento pressorio endoluminale.
Nozioni di
fisiopatologia motoria:
colon (greco
= coluein) significa frenare; lì
avviene recupero di acqua ed elettroliti monovalenti; permanenza avviene per lo
più nel colon destro (cieco, ascendente), mentre nel colon discendente e sigma
si ha attività motoria segmentaria.
Qui il lume
presenta calibro più ristretto e vi è elevata pressione endoluminale. Per
effetto gastrocolico dopo ingestione di alimenti, l’alta pressione cade e
gradiente pressorio diventa favorevole al passaggio di materiale che arriva
all’ampolla rettale da dove partono i meccanismi per
evacuazione.
Legge di
Laplace (P=T/R) più ampio è calibro (raggio R) del lume e minore è la pressione
endoluminale. Dunque uno scarso volume di contenuto intestinale accentua la
pressione endoluminale. Quindi alimentazione povera di scorie riduce volume
fecale ed aumenta la pressione endoluminale: alimenti raffinati e carenti di
fibre.
Le fibre
indigeribili trattengono acqua e danno feci morbide e
voluminose.
Quadro clinico.
Spesso (80%
dei casi) assenza di sintomi. Stipsi spastica + età
avanzata.
Sindrome
colon irritabile legato a stato prediverticolare spastico >
diverticoli.
Complicanze =
decubito di feci intrappolate nel diverticolo > congestione, edema,
infiammazione del tessuto pericolico (processo pericolitico con
“microperforazione coperta”) fino a formazione di ascesso ben delimititato e
fino a massa ascessuale + aderenze ad organi vicini con o senza fistolizzazione
(intestino tenue, vescica, vagina, cute) o perforazione in peritoneo. Ricorrenza
di attacchi > fibrosi + stenosi + subocclusioni.
In altri casi
sanguinamento improvviso del diverticolo per erosione di un
vaso.
Diagnosi: spesso occasionale in corso di Rx
clisma opaco a doppio contrasto o endoscopia. Se sintomatico > iter
diagnostico: anamnesi, esame obbiettivo, esplorazione
rettale.
Dolore in FIS
(Fossa Iliaca Sinistra), esacerbato dai pasti, recede con passaggio di aria;
palpazione addome = negativa.
Nelle forme
moderate dolore è severo, ma di breve durata; palpazione è positiva per dolore
indotto in FIS, non segni bioumorali; intestino irritabile:
correlazione.
Se flogosi
acuta del diverticolo colico > VES, emocromo, PCR, ecc..+ febbre +
tachicardia + difesa muscolare localizzata + dolore circoscritto = peritonismo
locale (microperforazione); febbre si ha il giorno dopo l’inizio del dolore,
l’alvo può essere chiuso; l’ER (esplorazione rettale) è negativa (emorroidi);
talora dolenzia Douglas.
Malattia
diverticolare sintomatica > colon irritabile.
Se
complicanza infiammatoria > dolore FIS (segmento colico interessato), dolore
costante notturno severo, addome poco trattabile, contrattura dei muscoli
parietali e alvo chiuso. Nausea, vomito. Disuria. Peritonismo generalizzato:
tachicardia, ipotensione, oliguria, shock.
Altre
complicanze:
n
ascesso intra-addominale > febbre
persistente, massa dolente;
n
fistole (colo-vaginali e
colo-vescicali): pneumaturia e infezioni ricorrenti
urinarie;
n
perforazione libera in peritoneo con
flogosi coperta estesa lungo il grasso pericolico;
n
emorragia, abbondante, improvvisa,
autolimitantesi.
Flogosi o
erosione di un vaso interessa spesso solo un diverticolo, ma se si ha ricorrenza
degli episodi infiammatori, allora occorre asportare tutto il tratto colico
interessato + organi vicini.
Intervento
chirurgico semplice in elezione, complicato se in urgenza sotto infezione + pus
+ sepsi sistemica. Importanti la diagnosi e la chirurgia
precoce.
Diagnosi.
Rx digerente
= esame radiologico tradizionale (non specifico).
Rx studio
grosso intestino con bario per os + clisma opaco doppio contrasto +
endoscopia.
Diverticoli =
tondeggianti opacità esterne al lume del colon o sovrapposte, persistenti anche
per giorni dopo lo svuotamento colico; può esservi restringimento o
accorciamento del tratto sigmoideo per ispessimento da contrattura persistente
della muscolatura circolare o stenosi per peridiverticolite. In questi casi è
preferibile lo studio rx alla endoscopia, per veduta di insieme e per difficoltà
di passaggio dell’endoscopio attraverso la stenosi.
Anche il
clisma opaco a dc (doppio contrasto) non va eseguito in fase acuta; è specifico;
dimostra: numero di diverticoli, anomalie muscolari associate, aumento e
distorsioni delle pliche, restringimento e rigidità del segmento interessato;
evidenzia complicanze: ascesso pericolico, fistola, aderenze,
ostruzione.
Endoscopia
(non in fase acuta) va eseguita se c’è sanguinamento e per dd con tumore o
sospetto di polipi e sospetto clinico o radiologico di malattia infiammatoria
associata.
Ecografia,
Tac, RMN son utili per rilevare
ascessi, ispessimenti, patologie associate. Colonscopia virtuale può essere
alternativa al clisma opaco a doppio contrasto.
Urografia e
cistografia retrograda utili nel sospetto di fistola
colon-vescicale.
Diagnosi
differenziale con carcinoma e con Crohn. Endoscopio pediatrico se vi è stenosi +
brush.
Se
complicanza infiammatoria in atto > massa palpabile al quadrante inferiore
sinistro + leucocitosi + VES. Raro addome acuto +
peritonite.
Il clisma
opaco evidenzia diverticoli + fistole con organi femminili o
vescica.
Utile
scintigrafia in casi dubbi + RMN. Ecotomografia + TAC per individuare raccolte
sottodiaframmatiche. Endoscopia in acuto è difficile e controindicata per edema
+ flogosi.
DD con
appendicite, ischemia colica, neoplasia colica, sindrome colon
irritabile.
Se emorragia
da diverticolo > sangue rosso vivo anche abbondante; fare colonscopia fino al
cieco; dolore in genere non c’è associato alla rettorragia; talora
individuazione del diverticolo sanguinante difficile anche con
laparotomia.
Terapia.
Per
diverticoli asintomatici dieta ad alto residuo (riccha di
fibre).
Se fase
sintomatica > in fase senza flogosi: terapia è quella del colon
irritabile.
La
complicanza flogistica è di pertinenza chirurgica, ma episodi acuti devono
essere controllati con terapia medica intensiva = dieta liquida o nutrizione
parenterale, ghiaccio su addome + antibiotici ad azione locale + sistemica +
antiinfiammatori + antidolorifici + antispastici.
Profilassi
delle ricadute con periodi ciclici di antibioticoterapia
intestinale.
Indicazione chirurgica.
Frequenza di
episodi acuti, età del paziente, formazione di ascessi o fistole e talora
necessità di escludere carcinoma. Evitare intervento chirurgico in
urgenza.
Chirurgia
elettiva = resezione del segmento o dell’emicolon interessato e rimozione
complicanze (ascessi e fistole).
Sanguinamento
> terapia supporto con ripristino volemia + infusione vasopressina, anche in
cateterismo arterioso selettivo e addirittura chirurgia del tratto colico
interessato, se gli episodi di sanguinamento sono
ricorrenti.
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